Fiscalità Internazionale

La globalizzazione del business porta con se la necessità di considerare la dimensione transnazionale delle fiscalità la cui corretta gestione è cruciale sia per le imprese multinazionali che operano in Italia, sia per le imprese italiane che cercano di espandersi all’estero.

Le imprese devono – da un lato – operare nel rispetto delle legislazioni tributarie dei diversi paesi in cui investono e, dall’altro lato, devono disporre di una strategia fiscale che sia allineata sia alla struttura societaria, sia al modello operativo e di business.

Il nostro team specializzato in fiscalità internazionale è in grado di assistervi nell’analisi della struttura internazionale del vostro business e nella valutazione dei relativi profili fiscali, quali – ad esempio – quelli relativi alla proprietà dell’impresa, alla strutturazione di finanziamenti transnazionali, ovvero degli investimenti e disinvestimenti.

Il servizio di Fiscalità Internazionale include specialisti in tematiche di fiscalità diretta europea (EU Direct Tax Group) relative, per esempio, ad argomenti come il rispetto delle libertà fondamentali, le Direttive europee, gli aiuti di stato, ecc. e specialisti nelle tematiche fiscali e nelle opportunità connesse agli incentivi sulla Ricerca e Sviluppo (Global R&D Incentives) previsti nei diversi territori.

 

Tax reporting e compliance

Gestire attività in numerosi paesi richiede il coordinamento di società controllate che operano secondo pratiche contabili, contesti legislativi e usi commerciali diversi fra loro. I quartieri generali delle società multinazionali sono in cerca di maggiore controllo e visibilità sul corretto adempimento degli obblighi contabili fiscali e di bilancio nei diversi paesi in cui operano. Tuttavia, non è facile ottenere tali obiettivi senza un Partner globale che possa assicurare coordinamento, controllo dei rischi ed un flusso adeguato di informazioni alla funzione fiscale centrale.

DaavProfessionisti: attraverso team locali specializzati in compliance, (Global Compliance Services; GCS) può aiutarvi nel coordinamento di tali attività nel rispetto delle pratiche contabili, dei contesti legislativi e degli usi commerciali di ciascun paese in cui le vostre società operano. Abbiamo sufficienti esperienze per assicurarvi un processo di transizione fluido verso tale nuova modalità di gestione, garantendovi la regolarità nel rispetto degli adempimenti ed efficienza in termini di costi. L’esternalizzazione dei servizi di global compliance non solo può aiutarvi ad evitare rischi e risparmiare risorse, ma può anche consentire alla vostra funzione fiscale, normalmente oberata di lavoro, di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto.

DaavProfessionisti:  ha le competenze necessarie a fare tutto ciò. Sia che richiediate assistenza negli adempimenti fiscali relativi a imposte dirette o indirette, sia che la richiediate negli adempimenti contabili e di reportistica fiscale, possiamo garantirvi un network globale di specialisti dedicati, coordinati centralmente, e con standard di servizio elevati ed uniformi. La nostra tecnologia web-based vi offre il controllo e l’accesso online alle informazioni di cui avete bisogno, mettendovele a disposizione in un formato coerente, agevole da consultare e a costi contenuti. Possiamo inoltre contribuire a razionalizzare le modalità di estrazione dati, facendo sì che i vostri sistemi contabili siano posti in diretta connessione con i processi di gestione di compliance fiscale. Attraverso il nostro Global Compliance Services network, disponiamo delle risorse, dei processi, della tecnologia e degli strumenti per rimanere al passo con i più recenti sviluppi legislativi e normativi ed aiutarvi a coordinare la Vostra compliance in tutto il mondo, garantendo efficienza in termini di costi.

International tax reporting

Le recenti turbolenze economiche globali hanno causato, negli ultimi anni, una crescente attenzione nei confronti della lotta all’evasione fiscale da parte delle amministrazioni fiscali e dell’opinione pubblica.

Lo scambio di informazioni su base multilaterale e la trasparenza da parte delle aziende multinazionali sono pertanto tematiche sempre più attuali e importanti alla luce delle recenti normative a livello internazionale (OCSE).

La trasparenza è difatti uno dei pilastri del progetto di emanazione OCSE denominato BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) e fa leva sullo scambio multilaterale di dati tra paesi sul modello introdotto dal Common Reporting Standard, sempre di emanazione OCSE.

Le aziende multi-nazionali devono quindi verificare la compliance a tali normative e valutare il proprio modello di reporting, sia a livello locale che globale, esaminando i propri processi, tecnologie, risorse e fornitori di servizi. Risulta importante anche valutare da un punto di vista fiscale le informazioni fornite, al fine di individuare preventivamente possibili aree di rischio.

Possiamo assistere i nostri clienti col fine ultimo di supportare la conformità alle normative vigenti sia a livello locale che globale nelle seguenti attività:

  • coordinare le attività finalizzate a rispondere ai requisiti previste dalle normative di emanazione USA, UE e OCSE (e.g. FATCA, il rinnovato QI Agreement, Common Reporting Standard, Country by Country Reporting), fornendo altresì un supporto tecnico-specialistico qualificato
  • garantiamo un approccio integrato tra servizi di carattere organizzativo/gestionale e fiscali in un’ottica globale
  • la nostra esperienza permette di adattare e customizzare i nostri approcci in modo da allinearli ai vostri obiettivi di business

Country by country reporting

I nuovi requisiti di trasparenza fiscale internazionale impongono l’adozione di strumenti dedicati e possono evidenziare alle autorità, se non gestiti tempestivamente, anomalie e incongruenze.

Il Country-by-Country Reporting (CbCR) rientra nell’ambito delle azioni (in particolare, la numero 13) che l’OCSE ha sviluppato in merito al progetto denominato BEPS (Base Erosion and Profit Shifting).

A partire dal 1° gennaio 2016 la Capogruppo (Ultimate parent company) di gruppi multinazionali con ricavi consolidati annui pari o superiori ad Euro 750 milioni (o ad un equivalente ammontare denominato nella valuta locale) dovrà inviare su base annuale il Country-by-Country Report, documento contenente una serie di informazioni riferibili all’allocazione globale dei ricavi, dei redditi e delle imposte pagate insieme a degli indicatori relativi alla localizzazione delle attività economiche all’interno degli stessi.

In attuazione delle direttive OCSE, l’Italia ha già introdotto all’interno dell’ordinamento nazionale una norma sul CbCR nella legge n. 208 del 28 dicembre 2015 (legge di Stabilità 2016).

Disponiamo di un team integrato di fiscalisti e consulenti che, con l’ausilio di strumenti informatici, consente di comprendere i requisiti del Country-by-Country Reporting, declinarli secondo le esigenze dei clienti, organizzare la raccolta dati, analizzare i risultati e predisporre l’invio all’Agenzia delle Entrate. In particolare, ci proponiamo di:

  • supportare nell’adeguamento ai nuovi requisiti integrando competenze fiscali e operative
  • fornire strumenti IT e metodologie in grado di rendere più efficiente il reporting ai fini Country by Country Reporting
  • analizzare i risultati del Country by Country Reporting sotto il profilo del rischio fiscale
  • verificare la consistenza e coerenza del Country by Country Reporting con la documentazione di transfer pricing (i.e. Master e Local File) con evidenza delle principali aree di rischio, se presenti

Global information reporting

Un approccio integrato al tax reporting

La comunità finanziaria internazionale si sta muovendo in un’ottica di lotta all’evasione fiscale non più lasciata ai singoli Paesi ma, coordinata a livello globale, per mezzo di un crescente scambio informativo multilaterale, per il quale la trasparenza fiscale diventa un elemento imprescindibile.

Il Global Information Reporting fa riferimento a quelle normative che impongono agli intermediari finanziari la segnalazione di determinate informazione relative a conti e transazioni che riguardano, in generale, le clientela non residente.

Le principali sfide per le istituzioni finanziarie sono relative a:

Common Reporting Standard (CRS)

Nuovo standard globale per lo scambio automatico di informazioni finanziarie tra Autorità Fiscali, elaborato dall’OCSE, con lo scopo di individuare e scoraggiare l’evasione fiscale internazionale da parte di contribuenti che investono all’estero attraverso istituzioni finanziarie straniere.

Common reporting standard

CRS è il nuovo standard globale per lo scambio automatico di informazioni finanziarie tra Autorità Fiscali, elaborato dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) con l’obiettivo di individuare e scoraggiare l’evasione fiscale internazionale da parte di contribuenti che, direttamente o indirettamente, investono all’estero attraverso istituzioni finanziarie straniere.

Questo standard mira a conseguire una maggiore trasparenza fiscale, estendendo gli obblighi di reporting di determinate informazioni finanziarie da parte degli intermediari esteri.

Si basa sulla normativa statunitense FATCA e richiede agli intermediari finanziari di identificare tra la propria clientela i soggetti non residenti titolari di conti finanziari rilevanti e di segnalare determinate informazioni sugli stessi alle Autorità Fiscali locali che, a loro volta, le trasmetteranno alle Autorità Fiscali degli altri Paesi coinvolti nello scambio multilaterale di informazioni.

 

Che impatto avrà sulla vostra azienda?

In analogia a FATCA, le aree potenzialmente impattate dalla normativa CRS possono essere diverse e ne riportiamo alcune in seguito.

Fiscale, legale e compliance

  • interpretazione dei requisiti normativi
  • supporto e/o invio delle segnalazioni alle autorità competenti
  • aggiornamento della contrattualistica e della modulistica
  • identificazione delle aree di rischio di non conformità e valutazione delle attività di remediation
  • valutazione aspetti privacy con eventuali terze parti
  • adeguamento del sistema dei controlli interni

Organizzazione

  • definizione dei requisiti di business e disegno dei processi
  • adeguamento della struttura organizzativa e del modello di governance
  • definizione controlli di primo livello

 

IT e operations

 

 

  • definizione degli interventi di adeguamento sui sistemi ed eventuale software selection
  • analisi funzionali e tecniche
  • sviluppo e/o integrazione dei sistemi
  • esecuzione dei test e messa in produzione

Risorse umane

individuazione e pianificazione attività di formazione specifica del personale interno

Commerciali e terze parti

Quando sono le scadenze di questa normativa?

L’Italia è fra i Paesi “early adopters”, ossia i Paesi che si sono impegnati ad effettuare il primo scambio informativo nel 2017 con riferimento alle informazioni raccolte nel corso dell’anno 2016.

Le principali scadenze sono:

  • 1 gennaio 2016: avvio delle procedure di adeguata verifica per i nuovi conti finanziari aperti a partire da questa data
  • 31 dicembre 2016: termine per l’adeguata verifica dei conti preesistenti di importo rilevante detenuti da persone fisiche
  • Settembre 2017: scambio automatico tra le Autorità Fiscali locali per i nuovi conti aperti nel 2016 e per i conti preesistenti già identificati
  • 31 dicembre 2017: termine per l’adeguata verifica dei conti finanziari preesistenti di importo non rilevante detenuti da persone fisiche e dei conti detenuti da persone giuridiche
  • Settembre 2018: scambio automatico tra le Autorità Fiscali locali per i nuovi conti aperti nel 2017 e per i conti preesistenti identificati

 

Vi aiutiamo a prepararvi nell’adeguamento alla normativa

Possiamo darvi supporto nell’adeguamento alla normativa CRS calibrando e focalizzando opportunamente gli sforzi in funzione delle vostre esigenze, differenziando ed adattando gli interventi a seconda della vostra dimensione e del vostro modello di business.

 

NB: Daav Professionisti

  • abbiamo a disposizione un network nazionale ed internazionale di professionisti, con competenze legali, fiscali e di consulenza manageriale, dedicato al CRS, che consente di individuare e condividere le migliori soluzioni presenti nel mercato
  • stiamo già fornendo supporto a diversi player nazionali e internazionali per quanto riguarda la valutazione degli impatti derivanti dall’implementazione della normativa CRS
  • collaboriamo attivamente con le Associazione di Categoria nella definizione delle linee guida, al fine di ridurre gli impatti derivanti dall’implementazione dei requisiti imposti dal CRS

Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA)

Normativa americana che mira a contrastare l’evasione fiscale dei contribuenti USA tramite gli intermediari finanziari esteri che, dal 1 luglio 2014, devono identificare e classificare la clientela, segnalando alle competenti autorità fiscali gli “US Reportable Accounts”.

L’adeguamento alla normativa FATCA

La normativa americana anti evasione fiscale off shore FATCA ha un impatto significativo sugli intermediari finanziari (banche, broker, compagnie assicurative vita e asset manager, ecc.). PwC, forte dell’esperienza internazionale e nazionale, può aiutarvi a gestire al meglio l’adeguamento, calibrando e focalizzando opportunamente gli sforzi in funzione delle vostre esigenze.

In Italia FATCA è entrata in vigore il 3 giugno 2015 mediante la legge di ratifica dell’Accordo bilaterale siglato con gli USA. Tale legge ha introdotto, con effetto retroattivo, gli obblighi di identificazione e segnalazione dei conti finanziari detenuti da soggetti americani all’Agenzia delle Entrate italiana. La prima segnalazione è avvenuta il 31 agosto 2015 ma sono ancora diversi gli adempimenti che gli intermediari devono affrontare per portare a regime il recepimento della normativa.

 

Le tappe di FATCA e prossimi passi

  • 1 luglio 2014, avvio delle nuove procedure di on-boarding per i nuovi rapporti
  • 1 luglio 2014, avvio delle nuove norme di ritenuta sui “US source FDAP” (proventi di fonte US fissi, determinabili, annuali o periodici)
  • 30 aprile 2015*, invio dei primi flussi di reporting* semplificato (non è necessario includere il TIN “Tax Identification Number”, solo alcune tipologie di informazioni andranno inviate) con riferimento ai redditi del 2014
  • 30 aprile 2016, invio dei flussi di reporting sui redditi dell’anno 2015 (non è necessario includere il TIN, informativa completa con esclusione dei gross proceed)
  • 30 aprile 2017, invio dei flussi di reporting sui redditi dell’anno 2016 (non è necessario includere il TIN per i clienti pre-esistenti, informatica completa comprensiva dei gross proceed)
  • 1 luglio 2014, avvio delle nuove procedure di identificazione per i nuovi rapporti
  • 30 giugno 2015, conclusione delle procedure di identificazione dei conti di importo rilevante (high value) detenuti da clienti preesistenti
  • 31 dicembre 2015, aggiornamento del calcolo del saldo relativo ai conti finanziari di importo dei rilevante
  • 30 aprile 2016, invio della segnalazione sui redditi dell’anno 2015 (informativa completa con esclusione dei gross proceed)
  • 30 luglio 2016, conclusione delle procedure di identificazione dei conti di importo non rilevante (low value) detenuti da clienti preesistenti
  • 30 aprile 2017, invio dei flussi di reporting sui redditi dell’anno 2016 (informativa completa comprensiva dei gross proceed)

 Daav Professionisti: supporto agli intermediari in diversi aspetti

  • assicurare che i requisiti normativi siano stati correttamente declinati nei processi aziendali
  • monitorare le prossime scadenze e le relative azioni di adeguamento
  • valutare azioni di efficientamento anche in considerazione di sinergie con altri ambiti normativi (e.g. Qualified Intermediary, CRS – Common Reporting Standard)

 

Ambiti di intervento

  • recepimento completo dei requisiti normativi
  • verifica della conformità alla normativa
  • incremento dell’efficienza dei processi FATCA e la convergenza con altre normative (e.g. QI, CRS)
  • supporto nella produzione di segnalazioni verso l’Agenzia delle Entrate

Qualified Intermediary Agreement (QI)

L’Internal Revenue Service, allineandosi con le disposizioni FATCA, ha pubblicato le nuove linee guida sui requisiti di raccolta documentale, reporting e withholding per i Qualified Intermediary.

 

Perché Daav Professionisti?

Partecipiamo ai tavoli di lavoro di lavoro OCSE (BIAC) in materia di scambio informativo fiscale globale, contribuendo fattivamente alla discussione delle principali problematiche d’implementazione da parte degli intermediari e mantenendo rapporti con le principali Autorità di settore.

Siamo in grado di supportare i clienti internazionali e nazionali attraverso un network esteso in 157 Paesi, rispondendo alle esigenze in ambito legale, fiscale e di consulenza manageriale. In base alle vostre dimensioni e al vostro modello di business siamo in grado di individuare e proporrele soluzioni più adatte.

Transfer Pricing

L’importanza di una gestione dei prezzi di trasferimento (Transfer Pricing) in conformità al valore di libera concorrenza diviene sempre più un elemento imprescindibile dell’attività aziendale, in uno scenario come quello attuale caratterizzato dalle importanti dinamiche della globalizzazione che determinano un numero sempre più crescente di operazioni infragruppo transnazionali.

Per affrontare compiutamente la molteplicità delle tematiche relative al Transfer Pricing, PwC Tax and Legal Services, con oltre 20 anni d’esperienza nel settore, ha creato un team multidisciplinare, dedicato e specializzato, composto da professionisti altamente qualificati e competenti nelle diverse aree di intervento (fiscalisti, giuristi, analisti funzionali, analisti finanziari ecc.), anche avvalendosi di un importante network in più di 80 Paesi.

 

I nostri servizi

Il team di Transfer Pricing è in grado di supportate il cliente fornendo una vasta gamma di servizi.

Documentazione Transfer Pricing italiana

Assistenza nella predisposizione di un set di documentazione Transfer Pricing in linea con le specifiche indicate dal Provvedimento emanato dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate il 29 settembre 2010.

Global Coordinated Documentation

Assistenza nella predisposizione di un set di documentazione Transfer Pricing per l’intero Gruppo, secondo un approccio globale coordinato che permette di soddisfare i requisiti a livello locale, evitando processi eccessivamente complessi o onerosi ove non necessari.

Analisi del modello di business e assistenza nella definizione della politica di Transfer Pricing

Supporto nell’esame della coerenza del modello di business con il sistema di pricing intercompany per individuare e mitigare potenziali rischi relativi alla politica dei prezzi di trasferimento adottata, attraverso un approccio in linea con gli sviluppi internazionali in corso.

Assistenza nella definizione, formalizzazione e implementazione delle policy di Transfer Pricing.

Transfer Pricing finanziario

Assistenza nell’analisi di prezzi di trasferimento applicati a operazioni finanziarie.

Advance Pricing Agreement (Ruling Internazionale)

Assistenza e supporto nel corso delle procedure di negoziazione di Advance Pricing Agreement (APA) unilaterali e multilaterali con l’Amministrazione Finanziaria.

Gestione delle controversie

Consulenza e assistenza nel corso delle operazioni di verifica fiscale, nelle procedure di accertamento con adesione e contenzioso tributario in materia di prezzi di trasferimento, ivi compresa la rappresentanza dinanzi agli organi giurisdizionali e amministrativi competenti.

Assistenza nel corso di procedure amichevoli (Mutual Agreement Procedure) per la risoluzione delle controversie internazionali in materia di prezzi di trasferimento.

 

 

Ai fini delle imposte sul reddito sono considerati non residenti coloro che non sono iscritti nelle anagrafi comunali dei residenti per la maggior parte del periodo d’imposta, cioè per almeno 183 giorni (184 per gli anni bisestili), e non hanno, nel territorio dello Stato italiano, né il domicilio (sede principale di affari e interessi) né la residenza (dimora abituale). Se manca anche una sola di queste condizioni i contribuenti interessati sono considerati residenti. I non residenti che hanno prodotto redditi o possiedono beni in Italia sono tenuti a versare le imposte allo Stato italiano, salvo eccezioni previste da eventuali Convenzioni per evitare le doppie imposizioni stipulate tra lo Stato italiano e quello di residenza.

Tuttavia, si considerano residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999. I cittadini che hanno trasferito la propria residenza in uno dei Paesi indicati in tale elenco, nel caso in cui siano effettivamente ivi residenti, devono essere pronti a fornire la prova del reale trasferimento all’estero, e quindi dimostrare che non hanno in Italia la dimora abituale oppure il complesso dei rapporti riguardanti gli affari e gli interessi (allargati, oltre che agli aspetti economici, a quelli familiari, sociali e morali).